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Firenze chiama, gli angeli ci sono

Da: Archivio Repubblica

Coordinato la ricerca degli Angeli del fango invitati a Firenze per i 40 anni dell' alluvione

Una inondazione di telefonate, e-mail, sms, lettere, incontri, testimonianze, foto, pellicole in superotto, zaini, secchi, stivaloni e vestiti ancora infangati, addirittura un sacchetto di plastica con sopra scritto "fango originale dell' alluvione di Firenze". E poi ancora manifesti, giornali, volantini, fogli con gli ordini di servizio. E' il risultato stupefacente di un appello lungo un anno, di quel "c' ero anch' io" in tutte le lingue che ci ha permesso di rintracciare qualche migliaio di ragazze e ragazzi protagonisti nel drammatico 1966. La parola "angeli del fango" è risuonata dalle tv e dalle radio e sui giornali di tanti Paesi per un evento impresso nella memoria del mondo che sembra capitato ieri e non nella notte dei tempi di quaranta anni fa. Allora gli angeli giunsero in maniera del tutto spontanea o organizzata alla svelta, con i treni, dall' autostrada appena riaperta sulle automobili riempite all' inverosimile per essere autosufficienti in tutto, con i pullman organizzati da scuole e aziende, con le autocolonne dei soccorsi dei Comuni italiani e di altri Paesi. Zaino in spalla, capelli lunghi e barbe contestatrici, chitarre ma anche badili, scorte di medicinali e viveri, pronti ai lavori più ingrati, pericolosi e faticosi. Trascorsero nel fango insoliti weekend, intere settimane, anche mesi, lavorando al freddo, immersi nell' acqua e nel fango, alla luce delle candele e a rischio di infezioni. Poi, a dormire nell' hotel su rotaia di Santa Maria Novella, su un binario morto, nelle carrozze di seconda classe. Il raduno del 4 novembre nel Salone dei Cinquecento dalle ore 9.30 vedrà protagonisti quei testimonial di una drammatica pagina di storia e di passione civile ma che segnò anche la nascita di un protagonismo giovanile che ha dato vita alle grandi associazioni del volontariato, alle esperienze di servizio civile e di cittadinanza attiva, alla moderna protezione civile. Fu il cosmopolitismo un aspetto assolutamente innovativo, ma il vero motore è stata l' auto organizzazione dei fiorentini che si rimboccarono le maniche supplendo alle drammatiche carenze dei soccorsi di Stato. Al raduno arriveranno gli studenti di decine di scuole che da Udine a Lampedusa parteciparono al salvataggio della città e delle opere d' arte, i 92 radioamatori che lanciarono i primi sos nel mondo, i lavoratori delle aziende di tanti Comuni italiani che parteciparono ai soccorsi, gli ex soldati di leva e i militari di professione che a pieno titolo rientrano tra gli angeli del fango. Dall' università di Bologna il pro-rettore Roberto Grandi ha già organizzato un' assemblea di angeli del fango della regione per preparare l' arrivo a Firenze. Da Reims ripeteranno il viaggio di quaranta anni fa Gerard Stasi, William Michault, Jean-Claude Bemben e tanti altri ex allievi assieme alla loro insegnante Mirelle Bazin. Da Kinshasa partirà Leonardo Baroncelli, ambasciatore d' Italia in Congo. Da Londra e da Vienna, da New York e da Berlino arriveranno gli ex studenti degli istituti d' arte. Ma l' elenco è lungo. Saremo sicuramente in tanti. E già dal 3 pomeriggio, al centro di accoglienza in consiglio regionale, saranno pronti gli zaini-kit, vero lasciapassare per poter entrare in Palazzo Vecchio.

   
   

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