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Gli studenti europei nello spazio parte il satellite realizzato da loro

Da: Archivio Repubblica

I team, di 12 paesi, hanno lavorato in coordinamento via internet
E' la prima di tre missioni. L'obiettivo è, entro il 2012, la Luna
di ALESSIO BALBI



Il satellite Sseti Express

ROMA - E' partito dalla Russia un satellite molto particolare: l'hanno realizzato 400 studenti di 23 università in 12 paesi europei, raccolti attorno a un progetto dell'Esa, l'Agenzia spaziale del vecchio continente. Il veicolo spaziale, delle dimensioni di una lavatrice, è stato lanciato con successo dal cosmodromo di Plesetsk, a bordo di un vettore russo Cosmos 3M, alle 7,52 italiane.

E' la prima volta che un satellite costruito da studenti universitari viene inviato nello spazio. Il SSETI Express, questo il nome del veicolo, avrà il compito di scattare fotografie della Terra e funzionerà anche da transponder per le comunicazioni dei radioamatori. A bordo del veicolo principale ci sono tre "picosatelliti", cubi di 10 centimetri di lato, anch'essi costruiti dagli studenti, anch'essi pensati per entrare in orbita intorno al nostro pianeta. Questa è la prima di tre missioni destinate a raggiungere, entro il 2012, l'orbita lunare.

Le università coinvolte fanno parte della Student Space Exploration and Technology Initiative, un progetto dell'Esa pensato per incrementare il numero di studenti impegnati nell'industria spaziale. "In questo modo l'Europa avrà una forza lavoro entusiasta e ben allenata, in grado di raccogliere le sfide dell'esplorazione spaziale nei prossimi 30 anni", spiegano gli organizzatori del progetto.

La costruzione del Sseti Express è costata all'Esa meno di 100 mila euro. Lo sviluppo della navicella è durato 18 mesi, un tempo estremamente ridotto per la messa in opera di una missione spaziale. Gli istituti partecipanti (tra i quali la "Federico II" di Napoli, l'Università di Pisa e l'Accademia di Brera) hanno lavorato in coordinamento tra loro tramite internet.


"Questo progetto è la dimostrazione tangibile che gli studenti europei, lavorando insieme, possono trovare sponsor industriali e supportare il lavoro di università e professori", spiegano con orgoglio quelli del Sseti. "Unire i programmi educativi e accademici con quelli commerciali che hanno sponsorizzato la missione, si rendono più facili anche missioni future".

   
   

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