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L' ITALIA DELLA SCIENZA RIUNITA A PONTECCHIO COMMEMORA MARCONI

Da: Archivio Repubblica

PONTECCHIO MARCONI La collina della radio è un promontorio argilloso e anonimo, affogato nella calura e coperto dal giallo abbagliante del grano appena mietuto. E' qui, dietro questa banale grinza di terra, che il dominatore degli spazi, il salvatore dei naufragi spedì il fattore Augusto Marchi a verificare la nascita della telegrafia senza fili. Decine di aneddoti aleggiano ancora nell' atmosfera quieta di Villa Griffone, a Pontecchio, vicino Bologna, dove ieri si celebravano i 50 anni dalla morte dell' inventore della radio. Per esempio Giovanni Sandri, figlio dell' antico custode, alle scolaresche in visita racconta sempre che il signor Guglielmo non s' intendeva mica solo di onde: quando passava davanti a una vite mal potata andava su tutte le furie. Oleografia del genio. Guglielmo Marconi morì improvvisamente per un infarto, a Roma, il 20 luglio 1937. Aveva 63 anni. Nell' austera residenza neoclassica, ieri lo hanno ricordato fisici e supermanager delle telecomunicazioni, in un convegno scientifico organizzato dall' Accademia delle scienze e dalla Fondazione Marconi. Premurose vestali del mito, erano presenti anche la seconda moglie, marchesa Maria Cristina Bezzi Scali, e la figlia, principessa Elettra assieme al nipote ventiduenne Guglielmo. E ieri, forse, si è messa una buona volta la parola fine all' annosa querelle Marconi scienziato o soltanto inventore?. Inventore, certo ha sentenziato il fisico Edoardo Amaldi Grande come Edison, dotato di una intuizione straordinaria e capace di provare e riprovare un esperimento con una tenacia senza confronti. L' intervento di Amaldi Ma anche scienziato, perché non esiste solo la categoria dei teorici. Marconi aveva una eccezionale capacità pratica continua l' accademico romano Lo vidi in varie conferenze, senza però mai poterci parlare. Ero troppo giovane. Ho invece conosciuto un paio di suoi collaboratori, che erano con lui sulla nave Elettra. Mi confessavano che lavorava come un matto, senza stancarsi mai, finché da un esperimento non otteneva quello che voleva. Nel salone della villa dove un tempo il premio Nobel allevava bachi da seta, oggi sede della Fondazione Marconi presieduta dall' ingegner Gian Carlo Corazza, si sono dati appuntamento radioastronomi e fisici di rango (Falciasecca, Amaldi, Fedi, Setti e Catania). Con loro, i supertecnici delle telecomunicazioni: Francesco Carassa, padre del primo satellite italiano Sirio e presidente del Cselt (il centro ricerche della Stet) e Pietro Masarati, amministratore delegato della Sip. Fibre ottiche, ponti radio, reti di telecomunicazioni flessibili, satelliti: senza Marconi e i suoi esperimenti, è stato il leit-motiv delle relazioni, non sarebbero mai esistiti. Per Amaldi, poi, con le radio-onde si sono avute le migliori verifiche della teoria di Einstein della Relatività Generale. Con le radio-onde oggi possiamo interrogare la natura ha fatto notare l' accademico Misurare con i radar le distanze fra corpi celesti. Non solo il Villaggio globale della comunicazione in tempo reale, ma anche un potente strumento per nuovi orizzonti scientifici, o per futuribili applicazioni tecnologiche. La Sip, ha annunciato Masarati, nel 1990 avrà sei milioni di linee funzionanti, parte delle quali intelligenti, cioè modulabili a seconda delle esigenze. In prima fila, altera e attentissima, la donna che fu accanto al mito fino all' ultimo istante. Maestosa, e incredibilmente giovanile nell' abito di seta blu, svolge con serena compostezza il suo ruolo. Ma è vero che suo marito fu, più che uno scienziato, un uomo fortunato? Marconi fu un vero genio risponde con dolce fermezza e si sente molto la sua mancanza per il progresso scientifico. Non è un' accusa al presente. Suona invece come un soave riconoscimento oggettivo delle qualità del marito. Sono grata agli italiani che oggi gli rendono omaggio aggiunge, e anche qui senza alludere al fatto che, dopo la morte, Marconi è stato certamente più apprezzato all' estero che nel suo paese . Io, come moglie, sono stata testimone delle meraviglie delle sue scoperte. Preferiva l' Inghilterra all' Italia? Non è vero, era orgoglioso di essere bolognese. Anche mia figlia Elettra ha ricordi molto vivi di suo padre, anche se quando Marconi morì, nella mia casa di via Condotti dove adesso viviamo tutte due, era piccolissima. La figlia, moglie separata del principe Giovannelli, è una signora sorridente e vagamente demodè. Un viso antico e aperto: E' vero, ho ricordi nitidi e bellissimi di mio padre sullo yacht Elettra. Mi prendeva sulle ginocchia quando aveva finito di lavorare, e giocava con me. Sono felice che adesso vogliano ricostruire la nave, che era andata distrutta. Anche se non potesse prendere il mare, sarebbe comunque un importante cimelio. Il nipote di Marconi, Guglielmo come il nonno, è un ragazzo pallido e gentile. Ha tradito la tradizione di famiglia scherza Giovan Battista Marini Bettòlo, presidente dell' Accademia delle Scienze per studiare economia. Il professore tira fuori dalla borsa un manoscritto autografo del premio Nobel. Un manoscritto autografo E' un discorso in inglese per la Reale Accademia d' Italia: Le onde cortissime che stanno attirando l' attenzione di molti e sono già state impiegate in parecchi esperimenti si profetizza avranno un immediato campo di applicazione nella Televisione, che può essere ormai considerata un fatto compiuto. Quelle parole sono datate 1936. Il futuro era già cominciato. E il Marconi Day si conclude al tramonto, con un messaggio a tutti i radioamatori del mondo, irradiatato con un collegamento a fibre ottiche da un microfono sistemato vicino al mausoleo del genio, in stile littorio con iscrizione di Mussolini, proprio sotto Villa Griffone.

   
   

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