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ORE 19.53, TREMA IL CENTRO SUD

Da: Archivio Repubblica

L' EPICENTRO, rilevato dall' Istituto di geofisica, è proprio ai limiti del Parco Nazionale d' Abruzzo, precisamente a San Donato Val di Comino, tra Isernia e Sora. Nel raggio di 18-20 chilometri crollano case, si aprono le strade: Settefrati, Gallinaro, Alvito Picinisco, Ponte Melfa, Viaroma, Atina, Posta Febreno, Villa Latina, Pescasseroli, Casalvieri, Civitella Alfedena, Campoli, Villetta Barrea, Opi. Quest' ultimo paese, a pochi chilometri da Pescasseroli, è stato abbandonato dagli abitanti per le gravi lesioni riportate dalle abitazioni in seguito alla prima scossa tellurica. Il campanile della chiesa parrocchiale è pericolante, anche il municipio è completamente inagibile. Sul posto arriva subito un elicottero della Protezione civile. Non ci sono, comunque, feriti. Pochi minuti dopo il terremoto, alla sala operativa del Ministero dell' Interno cominciano ad arrivare le prime segnalazioni dei danni e le richieste d' aiuto. E man mano, attraverso esse, si delinea un quadro più preciso di quello che sta succedendo. La scossa più importante è dell' ottavo grado della scala Mercalli; ne seguono altre, a brevissima distanza del quinto e sesto grado. Poi lo "sciame sismico" proseguirà per tutta la notte, ma gran parte delle scosse saranno avvertite solo dagli strumenti. L' ipocentro del terremoto è a dieci chilometri di profondità. Le notizie, però, nonostante l' intensità del sisma, fino a tarda notte confermano che non ci sono state vittime se si esclude un agricoltore che a Presenzano, in Campania, si è capovolto col suo trattore, perdendo la vita e una donna morta, sembra di paura, ad Alfedena. Alcuni feriti, pochi quelli gravi, molto panico. Quindici a Cervaro, altri a Villetta Barrea, Alfadena, Sanpietro Avellana, Agnone, Filignano, Fizzone, Pozzilli e Roccaravindola. A Isernia la scossa, lunga e violenta, ha provocato lesioni nella parte vecchia della città, manca la luce e le comunicazioni telefoniche sono interrotte. Feriti anche nel Frusinate. Una ragazza, Civita Nardone, di 12 anni, colpita alla testa dai calcinacci; viene portata a Roma, è grave. Viene però smentita la voce che a Venafro è crollato l' ospedale civile; i malati comunque sono stati trasferiti in altri nosocomi. La statale Napoli-Pescara è interrotta. I soccorsi scattano tempestivi: sei unità operative dei vigili del fuoco, quattro autocolonne della Protezione civile, altre due da Latina partono per i centri più colpiti. L' esercito mobilita la brigata Acqui, vengono richiamati in caserma tutti i militari in libera uscita a Frosinone e Latina. Dal centro dei soccorsi scattano subito le disposizioni: a Frosinone e a L' Aquila vengono istituite due centrali operative. E più si raggiungono i luoghi colpiti dal sisma, più si ha il quadro preciso della situazione: senzatetto vengono segnalati a Bugnara (50 famiglie), a Prezza e Castel di Sangro, dove il numero è ancora imprecisato. A Scanno esiste il pericolo imminente di crollo del campanile; pericoli anche a Villalago, Villetta Barrea e Roccaraso. La statale 479 che collega Civitella Alfadena con Scanno è interrotta per frane, così come altre strade provinciali della zona interessate dal sisma. Il centro di coordinamento della Protezione civile all' Aquila si avvale della collaborazione dei radioamatori, subito messisi a disposizione delle autorità, e dei ponti radio istallati dall' esercito, dai carabinieri e dalla polizia. Fino a che lo consente la visibilità, i tre elicotteri della protezione civile sorvolano i territori devastati dal terremoto. Il ministro Zamberletti, appena saputo del sisma, lascia Napoli in elicottero per raggiungere Roma dove, in serata, presiede una riunione alla quale partecipano il prefetto Gomez, direttore generale della Protezione civile, il professor Calvino Gasparini, vicepresidente dell' Istituto nazionale di geofisica ed un ufficiale dello Stato maggiore dell' esercito. Da L' Aquila, il comandante Pastorelli coordina i soccorsi. A Pescara e in tutta la provincia non si segnalano feriti, ma molti vecchi edifici hanno subito lesioni gravi. A Monpello crolla il campanile della chiesa di San Francesco, danni ad Abbateggio, San Valentino, Rocca Morice, Scafa, Torre dei Passeri e Tocco Casanica. La gente, però fino a notte rimane nelle strade per paura di nuove scosse. Feriti a Isernia, invece, dove il sisma ha prodotto crolli e danni. La popolazione, in preda al panico, si è riversata fuori dal centro abitato. A tarda notte, la Protezione civile traccia un primo, parziale bilancio: i feriti, in tutto sarebbero una quarantina, di cui alcuni in gravi condizioni. Ma gli elicotteri hanno proseguito, fino all' impossibile, le verifiche e gli accertamenti. Segnalate strade interrotte, interruzione di energia elettrica, crolli di case coloniche; all' alba, riprenderanno i controlli e sarà possibile tracciare un quadro certo dei danni prodotti dal sisma. Da varie città d' Italia, intanto, sono partiti soccorsi e generi di prima necessità: cento roulottes sono state inviate, su richiesta del ministero dell' Interno e della Protezione civile, dalla prefettura di Milano. Arriveranno domani mattina. Anche da Roma sono partite cucine da campo, roulottes e tende militari per dare un ricovero ai senzatetto e per rifornire di cibo la popolazione che ha abbandonato le case. Dieci lettighe dei vigili del fuoco si sono unite alle colonne della Protezione civile, mentre altre unità di pronto intervento sono state messe in allarme qualora servissero maggiori aiuti. Nel Frusinate si segnalano altri crolli e numerose incrinature nelle case più vecchie; uno fra i paesi più colpiti è Filettino dove però non si registrano feriti. Colpiti dal sisma molti centri del Casertano: Mignano Monte Lungo, Rocca D' Evandro, San Pietro e Conca della Campania (già devastata dal terremoto del 1980). Il terremoto è stato avvertito anche in Umbria dove è arrivato con un' intensità del quarto grado della scala Mercalli, senza però provocare danni. Le onde lunghe del sisma hanno toccato la Puglia e il centralino dei vigili del fuoco di Bari, è stato bersagliato da telefonate di cittadini allarmati. Anche sulla costa tirrenica, da Napoli a Roma, le scosse sismiche hanno provocato panico; non si registrano, però, danni e feriti. Il ministro dell' Interno Scalfaro e il ministro della Protezione civile, Zamberletti, hanno informato il presidente del Consiglio Craxi sulla situazione nelle zone colpite dal sisma e le misure di emergenza immediatamente adottate.

   
   

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