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DX Code of Conduct: un codice di condotta per DXers

Dettagli

Fonte: DXCoffee

Correva il 1928 quando lo statunitense Paul M. Segal W9EEA sentì l’esigenza di scrivere il primo codice etico per radioamatori. A poco meno di un secolo, un gruppo di Ham americani ripropone il codice etico DX Code of Conduct aggiornato ai giorni nostri. Le “regole” sono adeguate al contesto storico che viviamo e ci fanno pensare di quanto attuale è nel 2010 riproporre questo codice in circa trenta lingue diverse, raccogliendo le adesioni di Team, Club, Associazioni e Magazine (tra questi anche DxCoffee).
Oggi parlare di etica in radio fa un pò fashion e trend, in questi anni escluso qualcuno che ne ha parlato a titolo personale mai nessuna manifestazione degna di nota con articoli, iniziative ecc… ha mai affrontato il problema o sostenuto gli amici di oltre oceano. Il primo dei “nostri” che propose di curare, direttamente su DX Code of Conduct, la versione italiana
è stato il nostro collaboratore di redazione Davide Pisani IZ8ESX. A tutt’oggi, Davide è protagonista, per noi italiani, in questa battaglia di civiltà che mira a divulgare le regole del nostro splendido “gioco”. Siamo certi che gli amici di DX Code of Conduct ed nostro Davide IZ8ESX contribuiranno alla causa di una radiantismo più corretto (N.D.D. iz8iyx)

Il mondo del DX è altamente competitivo , richiede spesso una buona dose di combattività e spesso la linea che discrimina un buon operatore da uno cattivo è sottile ed impervia, specie se si compete su un DX particolarmente raro.

Questo è un tema molto caldo e discusso a livello mondiale e, di recente, anche a livello italiano…forse perchè è sempre più comune sentirsi additare come maccarone o spaghetti sulle nostre amate HF!

Di sicuro, nonostante siamo tra i pochi a beccarci, nostro malgrado, tali ingiurie on air, quella del codice di condotta DX è una tematica che interessa tutta la comunità DX, nessuno escluso!

Il fatto che gli americani e gli inglesi, da sempre un passo avanti a tutti su tali tematiche, abbiano stilato un codice di condotta ne è la prova! Come avrete modo di notare visitando il sito del Codice di condotta tali semplici regolette sono state tradotte in tantissime lingue, segno evidente che l’auspicio di avere operatori sempre più disciplinati e preparati è valido a livello mondiale… e non solo italiano.

La sua importanza è sottolineata ulteriormente dal fatto che le maggiori spedizioni, che nell’ultimo periodo ci stanno facendo divertire in HF, hanno aderito a tale codice e la lista delle stazioni DX che decidono di fare proprio tali principi cresce di giorno in giorno.

Vediamo nello specifico in cosa consiste il codice di condotta.

1. Io ascolterò, ascolterò ed, ancora, ascolterò prima di iniziare a chiamare.

Ciò sembrerebbe ovvio, ma è realmente la cosa più importante da fare!
Ascoltare attentamente prima di iniziare a chiamare può essere decisivo ai fini della riuscita del QSO.
Bisogna ascoltare bene per capire se la stazione DX stia lavorando in split e, qualora lo stia facendo, dove stia ascoltando. Gli operatori DX più in gamba generalmente danno le informazioni più essenziali (nominativo + frequenza di QSX ed eventuali richieste su aree specifiche verso cui lanciano la chiamata) ad ogni chiamata. Basta saper ascoltare per ottenere tutte le informazioni necessarie alla buona riuscita del nostro QSO.

E’ importante anche ascoltare il pile-up per capire come si comporta la stazione DX: dove sia orientata, chi stia mettendo a log e come…è solo così che potremo capire come stia utilizzando la finestra di split, ovvero se procede linearmente o se si muove a saltelli. Capire come si comporta la stazione DX ci consentirà di sistemarci opportunamente nella finestra di split e massimizzare le nostre probabilità di fare il QSO.
Infine dobbiamo chiederci: “ho veramente bisogno di collegarla adesso oppure posso aspettare che il pile-up si sia calmato?”

2. Io chiamerò la stazione DX solo quando sarò in grado di riceverla chiaramente.

E’ importante ascoltare bene per capire se il segnale della stazione DX sia sufficientemente forte e stabile da consentirci di ascoltare la sua eventuale risposta alla nostra chiamata….altrimenti rischieremmo di chiamare contemporaneamente alla stazione DX, creando QRM.
E’ frustrante per una stazione DX rispondere a chi non è in grado di ascoltarla, ciò rallenta le operazioni e crea inutile confusione.

3. Io non mi fiderò ciecamente del cluster e mi sincererò del nominativo della stazione DX prima di iniziare a chiamare.

Il DX-Cluster è una lama a doppio taglio, se da un lato può esser utile, dall’altro è un potente “generatore di confusione”.
Capita spesso che venga spottato un nominativo sbagliato o incompleto oppure che non venga segnalato lo split…perciò, prima di iniziare a sgolarsi, prima di mettere a log un nominativo errato, è necessario ascoltare e verificare ciò che appare su cluster!!

4. Io non interferirò nè con la stazione dx nè con chi la stia collegando e non accorderò sulla sua frequenza o sulla/e frequenza/e di QSX.

Questo è davvero un tasto molto dolente!! Tale malcostume è piuttosto diffuso…
Ove vi siano cattivi costumi, si sa, accorrono anche i “moralizzatori”: quelli che trasmettono sulla stazione DX per redarguire i disturbatori….finendo solo per aumentare il caos!!
Il concetto è semplice: MAI, MAI, MAI trasmettere sulla frequenza DX, per nessun motivo!!

5. Io aspetterò che la stazione DX abbia finito il QSO prima di chiamarla.

Se chiami prima che il QSO sia terminato, molto probabilmente interferirai e ciò causerà una perdita di tempo sia per la stazione DX, sia per chi (proprio come te) sta cercando di metterlo a log!
Quindi, anche se potrebbe sembrarti una furbata, NON FARLO…il danno che potresti causare è doppio: fare QRM ed interrompere la sistematicità ed il ritmo delle operazioni (che è ciò che fa capire a tutti gli altri QUANDO è il momento di chiamare,specie in presenza di QSB-QRN).

6. Io chiamerò sempre usando il mio nominativo completo.

E’ essenziale sia in fonia che in CW, dare il nominativo incompleto rallenta le operazioni perchè costringe la stazione DX a fare un passaggio in più per chiederci di completare il nominativo (Esempio: “ station with SX, complete your callsign please”).
Anche se l’operatore risponde a nominativi parziali, è più corretto effettuare la propria chiamata usando il nominativo completo.

7. Io, dopo aver chiamato, ascolterò per un congruo intervallo di tempo. Non chiamerò di continuo.

Chiamare di continuo è facile, specie se si usa un computer o un memory-keyer… ma è una pratica decisamente arrogante ed egocentrica.
Tale comportamento, oltre che farci rimediare una pessima figura, è anche controproducente: ci impedisce di ascoltare ciò che avviene durante la nostra lunghissima chiamata, aumenta la confusione ed il QRM poiché impedisce a molti altri di ascoltare bene le richieste della stazione DX o perchè potrebbe rallentare un QSO già in atto…tutto ciò fa diminuire concretamente le nostre chances di mettere a log il DX. NON FATELO!

8. Se l’operatore DX risponderà ad un’ altra stazione, io non chiamerò.

Anche questa è una regoletta semplice ed ovvia…eppure in molti continuano a chiamare anche quando è chiaro che la risposta della stazione DX non è a loro rivolta!! Spesso è una questione di buona educazione: se non siete stati chiamati in causa, non intervenite! Lasciate finire il QSO e poi riprendete a chiamare, sperando che sia la volta buona.

9. Se l’operatore DX chiederà di completare un nominativo diverso dal mio, io non chiamerò.

Nella vita quotidiana, rispondere ad una domanda che non è stata rivolta a noi è segno di cattiva educazione e ci qualifica come prepotenti e/o cafoni…..ciò si applica perfettamente anche nel campo radioamatoriale.
Ma come si fa a capire se la stazione DX, rispondendo ad un nominativo parziale, intenda rispondere proprio a noi? “Starà proprio rispondendo a me??”
E’ ovvio che molte altri colleghi con parte del nominativo simile al nostro, ritenendo di aver ricevuto risposta, rispondera
nno alla stazione DX..
Ebbene, sarà la stazione DX a farci capire che è proprio a noi che sta rispondendo poiché non risponderà agli altri e continuerà a chiamare noi, magari aggiungendo qualche altra lettera del nostro nominativo.
E’ questo il momento giusto per ripetere la nostra chiamata, utilizzando sempre il nominativo
completo e scandendo bene le lettere (usiamo l’alfabeto fonetico internazionale, senza divagare in fantasiose varianti!!)
Ricordiamoci che una sola lettera non è abbastanza per ritenere di esser stati chiamati: non facciamo i furbi!!
(Esempio: “the station ending in Sierra” …se il mio suffisso contiene la esse, ma non finisce in esse, è ovvio che non sta cercando me e mi conviene tacere!)
Il rispetto di tale semplice regoletta eviterà di creare confusione e non rallenterà le operazioni della stazione DX.
E’ bene sempre ricordare che quanto più è veloce, semplice e fluido è il susseguirsi dei collegamenti, tanto maggiori saranno le nostre probabilità di fare il QSO!

10. Io non trasmetterò quando la stazione DX chiamerà un’area geografica diversa dalla mia.

E’ necessario riconoscere ed accettare quando un operatore DX sta chiamando una specifica area geografica diversa dalla nostra ed evitare di chiamare fino a quando le sue richieste non siano cambiate…anche se la scelta ci sembra sbagliata, non possiamo fare altro che rispettarla: è lui che decide chi chiamare!
Nota importante: se sta lavorando una specifica area geografica e per una chiamata dovesse dimenticare di specificarlo EVITIAMO di cominciare subito a chiamare!
Sarà la stazione DX ad indicare chiaramente quando ha cessato di chiamare specificamente una sola area geografica, sarà la stazione DX a dire chiaramente che le sue richieste son cambiate (ESEMPIO: “CQ CQ now everyone, everywhere”).
Non rispettare tale ovvia raccomandazione causa un rallentamento delle operazioni e ci fa fare una pessima figura!

11. Quando l’operatore DX mi avrà risposto, io non ripeterò il mio nominativo se sarò già sicuro che egli l’abbia correttamente ricevuto.

Se ripetiamo in nostro nominativo la stazione DX potrebbe pensare che lo facciamo per segnalargli un errore nella sua interpretazione, di conseguenza potrebbe andare a correggere qualcosa e potrebbe chiedendoci di ripetere…ciò sicuramente rallenta immotivatamente le operazioni e potrebbe anche farci anche perdere il QSO, specie se il pile-up è furioso e se il nostro segnale non è forte!! E’ meglio evitare.

12. Io sarò grato per il collegamento effettuato.

Sicuramente la riuscita di un QSO ci crea una scarica adrenalinica ed un fremito d’orgoglio, specie se il QSO è stato difficile, ma prima di gongolarci fermiamoci un attimo a ragionare: saremmo riusciti a mettere a log questo QSO senza le nostre super-antenne, i nostri mega-amplificatori e le nostre sofisticatissime radio??
Se il nostro ego ci risponde “Si, certo!”…proviamo a rifare il qso solo con la radio ed il dipolo!! Se riusciamo ugualmente, è il momento di festeggiare alla grande!
Tutto ciò, per quanto scherzoso possa sembrare, ci deve fare riflettere sul fatto che spesso la riuscita del QSO è dovuto anche alla bravura, alla caparbietà ed alla tecnologia usata dal nostro corrispondente…al quale dobbiamo esser sempre grati…specie se si tratta di spedizioni o di residenti in zone rare: questi operatori si prodigano per farci divertire e per darci un nuovo country, una nuova IOTA o altro. Mostriamo un po’ riconoscenza, è il minimo.

13. Io rispetterò i miei colleghi radioamatori ed agirò in modo da guadagnare il loro rispetto.

Rispetto significa agire bene nei confronti del prossimo.

Il mondo dei DX è altamente competitivo, ma ciò non ci deve assolutamente far derogare dall’Ham Spirit, dal rispetto e dal fair play.

Se tutti agissero con rispetto, educazione ed umiltà, sia in radio che nella vita, tutto sarebbe più bello e più semplice.

Il Codice di condotta per il DX in versione italiana, pubblicato su http://dx-code.org/

   
   
   

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