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Radioamatori in orbita. Ora hanno un satellite

Da: http://archiviostorico.corriere.it/1993/settembre/23/radioamatori_orbita_ora_hanno_satellite_co_0_93092312249.shtml

Per i 30 mila radioamatori italiani comincia l' era spaziale con il lancio domani di Ariane 4 che portera' in orbita il satellite Itamsat 1. L' ingegnere milanese Alberto Zagni ha coordinato l' impresa.

A partire dalla notte di domani i 30 mila radioamatori italiani potranno vantare la conquista dello spazio. Un piccolo satellite, un cubo di 23 centimetri di lato pesante 10 chilogrammi interamente ricoperto da celle solari e battezzato Itamsat 1, e' racchiuso nell' ogiva del razzo Ariane 4 pronto a partire per il cosmo dal poligono della Guyana. Assieme viaggiano il satellite ambientale francese Spot 3 e altri 4 microsatelliti di taglia analoga all' italiano. "Non vedevamo l' ora che partisse", dice candidamente Alberto Zagni, l' ingegnere milanese che si e' sobbarcato il coordinamento dell' impresa aiutato da Carlo De Bartholomaeis e Oscar Pelizzoli, ritagliando tempo prezioso alle attivita' quotidiane. "Eravamo tutti appassionati e praticanti delle comunicazioni via satellite dalle nostre stazioni domestiche ma per costruire un satellite non bastava l' entusiasmo. Abbiamo dovuto imparare . continua Zagni . un mestiere che non conoscevamo e non e' stato facile. Il compito era arduo perche' per imbarcare il nostro lavoro su un grande razzo accanto ad altri satelliti bisognava seguire i rigorosissimi criteri di costruzione uguali per tutti gli oggetti spaziali. Confesso . prosegue . che il giorno in cui portammo il nostro prototipo in un centro francese per sottoporlo alle prove di simulazione cosmica il cuore batteva. Che cosa sarebbe successo . mi chiedevo . ai circuiti elettronici che avevamo costruito con le nostre mani mentre questi, esposti al vuoto, subivano le vampate di un sole artificiale? Tutto ando' bene e cosi' l' operazione Itamsat 1 prosegui' anche se spesso era una corsa ad ostacoli". La storia era incominciata nel 1988 quando Zagni e amici decisero di provarci mettendo insieme un piano che veniva a costare cento milioni di lire e tre anni di tempo per realizzarlo. Per non incominciare tutto daccapo e saltare le prime difficolta' decisero di adottare un progetto studiato dalla Interferometrics americana che era gia' stato qualificato per lo spazio. "Lo adattammo, pero' , alle nostre necessita' . precisa Zagni ., lo migliorammo in molti aspetti e poi iniziammo la costruzione pratica". Il tempo purtroppo passava e i costi di lancio salivano in maniera pericolosa. Gli sponsor che avevano sostenuto l' impresa non bastavano piu' . Con qualche acrobazia ne arrivarono per fortuna altri e cosi' si riuscirono a trovare i 220 milioni che ormai si rivelarono necessari. "Ma se teniamo conto dei materiali ricevuti a titolo gratuito . nota Zagni . il costo totale del programma ha raggiunto i 300 milioni di lire". I tempi lunghi creavano poi qualche difficolta' anche tra i radioamatori coinvolti nel progetto e alla fine i piu' attivi risultarono i gruppi di Trieste e di Milano. Ma ora che Itamsat 1 e' sulla rampa di lancio, ansie e guai sembrano dimenticati. Zagni ha seguito la sua "creatura" ("non sembri un' esagerazione . dice . ma e' stato come mettere al mondo un figlio") fino a quando i due gusci dell' ogiva dell' Ariane si sono chiusi davanti ai suoi occhi. Dalla sala di controllo, si limita a guardare le pulsazioni di Itamsat in arrivo sui computer. Domani notte il grande razzo, volando sopra l' Atlantico, salendo verso nord, lo portera' finalmente in orbita a 800 chilometri di altezza passando anche sulle calotte polari. Per due volte al giorno, alle 10 e mezzo del mattino e della sera, Itamsat 1 sorvolera' l' Italia e i radioamatori potranno per circa un' ora inviargli i loro messaggi digitali (come spiega il disegno in alto) con dati, informazioni e immagini. Il satellite immagazzinera' il tutto e quando transita sulla zona del destinatario, in qualsiasi angolo del pianeta si trovi, trasmettera' a terra il contenuto. Nel mondo, l' avventura dei satelliti per gli amanti delle trasmissioni radio e' iniziata nel 1961 con l' americano Oscar 1. Da allora ne sono partiti una quarantina divisi in due famiglie. Gli occidentali si chiamano Oscar mentre quelli, una quindicina, lanciati dagli ex Paesi del blocco comunista sono definiti RS, cioe' Radio Sputnik. Chissa' come mai tra i radioamatori e' sopravvissuta questa antica divisione, sia pure limitata alle etichette, dal momento che soprattutto per i radioamatori il mondo non ha mai avuto barriere.

Giovanni Caprara

   
   

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