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Con le antenne puntate sul mondo

Da: Archivio Repubblica

Erano una cerchia di privilegiati. Gli unici in grado di comunicare a migliaia di chilometri, quando per telefonare al paese vicino bisognava rivolgersi ai centralini della società telefonica. Nell' era di Internet è difficile ricordarlo. Eppure i radioamatori, con le loro sigle cui tengono più del nome, non hanno ceduto alle lusinghe delle nuove tecnologie. Coltivano la propria passione, consapevoli di essere di vitale importanza in casi di calamità o se vanno fuori servizio i comuni sistemi di trasmissione. è sufficiente, sottolineano, un' interruzione di corrente elettrica per sperimentare la fragilità dei consueti metodi di comunicazione: computer e televisori diventano subito inutili, seguiti a ruota dai telefoni. Questa consapevolezza porta i radioamatori a essere fieri di partecipare alle esercitazioni della Protezione civile per essere pronti in caso di necessità. La maggior parte dei radioamatori palermitani si raccoglie intorno a due associazioni: l' Ari, Associazione radioamatori italiani, e l' Era, European Radioamateurs Association. La sezione di Palermo della prima esiste dal 1954 ed è rappresentativa a livello nazionale, mentre la seconda, spiccatamente palermitana, è nata circa vent' anni fa come Aras, Associazione radioamatori siciliani, per poi trasformarsi in Era e diffondersi in altre sedi anche fuori dall' Isola. Pur rappresentando realtà differenti, i soci non disdegnano di incontrarsi in varie occasioni. «Non siamo in concorrenza - tiene a precisare Armando Mondello (in codice IW9ETQ), presidente dell' Era - la concorrenza nasce se si hanno interessi economici, e non è il nostro caso». Accade così che il più giovane radioamatore siciliano, Ruben Trapani (IT9RFO), abbia seguito il corso per radioamatori dell' Era, ma dopo gli esami si sia iscritto all' Ari, «perché più rappresentativa a livello nazionale», salvo poi frequentare anche l' Era, sapendo che le porte restano aperte. Un analogo percorso è quello del suo amico Gabriele Iuliani (IT9RGY), appena più anziano (nella foto grande). Entrambi vivono la loro passione in modo intenso. Si illuminano quando parlano delle difficoltà superate e delle attrezzature, non necessariamente fra le più moderne. Sperimentare e trovare soluzioni a problemi tecnici sono gli aspetti che li attraggono maggiormente. «Molti pensano che siano necessarie attrezzature molto costose. Ma - mette in evidenza l' avvocato Enzo Bisconti (IT9UMH), che cura le pubbliche relazioni per l' Era - spesso non è così. Come per computer o cellulari, c' è chi va alla ricerca continua di apparecchiature sempre più moderne e vende le precedenti. Così, rivolgendosi al mercato dell' usato, è possibile realizzare una buona postazione anche spendendo poco». Ma perché, nell' era di Internet, ragazzi abituati ad avere il mondo a portata di un clic decidono di percorrere una via tanto più impegnativa? «è bello parlare con chi ha i nostri stessi interessi - risponde Trapani con sicurezza - e poi la radio è più calda, fa sentire liberi e non si è sommersi da continui messaggi pubblicitari, come sul web». «Non mi piace avere tutto prefabbricato - aggiunge Iuliani - non mi accontento di quello che propina la televisione. Vale molto di più riuscire a fare un collegamento a lunga distanza, magari con un giapponese». La passione spesso esplode per caso. Maurizio Tramuto (IT9TQH), funzionario dell' assessorato ai Beni culturali e presidente della sezione Ari di Palermo, racconta come da bambino, durante una vacanza in Svizzera con genitori e zii, si sia trovato tra le mani una radio ricetrasmittente comprata per comunicare da una macchina all' altra. Ai suoi occhi si aprì un mondo nuovo che rischiò di richiudersi repentinamente quando, in Italia, scoprì che le leggi allora vigenti vietavano quel tipo di apparecchi. Unica possibilità per comunicare via radio era essere radioamatori. Detto fatto: ancora adolescente lo è diventato, e con lui entrambi i genitori. Legati all' infanzia sono anche gli inizi di Salvatore Graziano (IT9EWG), funzionario dell' Università, segretario del Comitato regionale dell' Ari. «Oltre alla voglia di comunicare, c' è il fascino del costruire. Da bambino il mio gioco preferito era il meccano; successivamente, leggendo riviste di elettronica, ho scoperto un mondo di cui non potrei più fare a meno». Il vice presidente del comitato regionale dell' Ari, Giuseppe Pagliarini (IT9PAD), è un pensionato regionale deciso a godersi la conquistata libertà dando ampio spazio al suo hobby. Ricorda il suo precoce interesse per il mondo della tecnica e il servizio militare nelle Trasmissioni. «Mentre altri si disperavano per tornare a casa - dice - io mi divertivo a usare attrezzature certo più sofisticate di quelle che avrei potuto avere da civile». Diversi radioamatori palermitani, pur essendo estremamente attivi, non sono più giovanissimi. Molti ricordano con affetto il più anziano, Gino Prestigiacomo, scomparso ultranovantenne circa un anno fa. «è stato fino all' ultimo un punto di riferimento - ricorda Giuseppe LaParola (IT9BLB), funzionario regionale e consigliere della sezione Ari di Palermo - provava gioia nel mettere a disposizione dei più giovani un' esperienza accumulata sin da quando il concetto di radio era ben diverso dall' attuale». Anche le signore sono ben rappresentate. Leader indiscussa è Ruth Geering (IT9ESZ), svizzera, sposata con un siciliano e ormai da tempo palermitana d' adozione. Oltre che dell' Ari, fa parte dell' Ylrci, Young Lady Radio Club Italia, di cui è stata presidente nazionale. Ricorda come negli anni Ottanta la presenza femminile fosse considerata un' invasione in un mondo tutto maschile. «Non mancavano gli inviti a lasciare la radio per andare a lavare i piatti. Non abbiamo mai risposto, convinte che il tempo ci avrebbe dato ragione. Oggi non si meraviglia più nessuno: abbiamo perfino appuntamenti fissi via etere al femminile».

   
   

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