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Radioamatori nel palazzo? obbligatorio farli salire sul tetto

Da: Archivio Repubblica

Il passaggio di un radioamatore e del personale tecnico da lui incaricato attraverso l' abitazione di un privato che abita in un condominio per eseguire dalle finestre del suo appartamento interventi di riparazione o manutenzione di cavi di collegamento ad un' antenna installata sul tetto dell' edificio non dà luogo a costituzione di servitù di passo ed è consentito dagli articoli 397 e 232 del dpr n.156/1973. Sulla base di questo principio, il tribunale di Firenze, con sentenza n. 4/2000 ha condannato un condomino (proprietario dell' appartamento situato all' ultimo piano del fabbricato e costituente l' unico accesso al tetto condominiale) a consentire al condomino/radioamatore e o ai suoi incaricati il passaggio sul suo appartamento. Il rifiuto. La controversia giudiziaria era sorta a seguito del rifiuto del proprietario dell' unità immobiliare posta all' ultimo piano di permettere il passaggio sul suo appartamento degli addetti per la sostituzione della vecchia antenna già installata sul tetto da un condomino che risultava titolare di concessione per l' impianto e l' esercizio di stazione di radioamatore. Di fronte a questo rifiuto, il radioamatore si era rivolto al tribunale. Le norme. Le norme citate in precedenza stabiliscono che il proprietario o il condomino non può opporsi all' appoggio di antenne, di sostegni, nonché al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto nell' immobile di sua proprietà per soddisfare le richieste di utenza degli impianti di telecomunicazioni da parte degli inquilini e dei condomini. I fili, cavi ed ogni altra installazione devono essere collocati in modo tale da non impedire il libero uso dell' immobile secondo la sua destinazione. Il proprietario è tenuto a sopportare il passaggio nell' immobile di sua proprietà del personale dell' esercente di servizio che dimostri di accedervi per l' installazione, riparazione e manutenzione degli impianti di telecomunicazioni. Il diritto all'installazione. Il cosiddetto «diritto all' installazione» ha rilevato la Corte di cassazione con sentenza n. 7418/83 costituisce in realtà una facoltà, compresa nell' ampio diritto primario, riconosciuto dall' articolo 21 della Costituzione, alla libera manifestazione del pensiero attraverso qualsiasi mezzo di diffusione spettante ad ogni cittadino, sia come soggetto attivo della manifestazione stessa (diritto alla diffusione), che come destinatario della manifestazione del pensiero altrui (diritto all' informazione).

   
   

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