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LA 'CENTRALE' ANCORA ISOLATA

Da: Archivio Repubblica

MILANO - A causa di un guasto tecnico le comunicazioni per altoparlante si effettuano solo all' ingresso. Stazione Centrale, il giorno dopo. L' informazione riportata dai tabelloni arrivi e partenze ricorda ai viaggiatori la tragedia sfiorata nel pomeriggio di venerdì. Un rogo causato da un banale corto circuito, sostengono gli inquirenti. Ma, con i telefoni in gran parte ancora in tilt, per mantenere i contatti fra lo scalo milanese e il resto della rete, è stato necessario utilizzare un net-work di radioamatori con i loro apparati ricetrasmittenti. E anche ieri, la stazione ha dovuto far fronte all' ultimo assalto dei turisti in partenza per il lungo weekend di Pasqua. Fino a notte inoltrata ben pochi treni avevano preso il via mentre molti restavano in attesa fuori dalla Centrale, ricolma di una folla immensa e nervosa. E nella mattinata di ieri, specie per i treni in arrivo, c' erano ancora forti ritardi. Il Palermo-Milano, ad esempio, è giunto due ore e 45 minuti più tardi del previsto, mentre alcuni treni locali venivano soppressi. L' incidente, del resto, aveva inciso sulla circolazione di 330 convogli passeggeri e di 70 merci che avevano Milano come destinazione o tappa intermedia. Passata la paura, circa 8.000 persone, rimaste in stazione in attesa di poter partire per le vacanze di Pasqua, hanno bivaccato nell' atrio, sulle scale, sulle banchine, pronti a dare l' assalto ai pochi convogli in partenza. Abbiamo azzerato i ritardi alle 3 di notte spiega Benito Mundi, capo unità produzione. Fino alle 22, però, la situazione era ancora critica. A ritardare partenze e arrivi non era più la condizione di rischio in Centrale, ormai superata. Il pericolo si era trasferito alle linee da percorrere: la stazione completamente isolata non poteva comunicare con il resto della rete. Normalmente i movimenti dei treni vengono segnalati attraverso 2.500 telefoni dice il direttore compratimentale Silvio Rizzotto dopo l' incidente di venerdì abbiamo potuto avere le prime 50 linee riattivate solo verso le 21. Un aiuto determinate, nel frattempo, era giunto dai radioamatori, allertati dalla Prefettura. Il loro ponte radio con le stazioni di Lambrate, Garibaldi, Greco e Certosa, attivato a partire dalle 20 di venerdì, è tuttora in funzione. Ci vorranno ancora un paio di giorni perché i problemi di comunicazione vengano risolti, ma secondo i dirigenti Fs ciò non influirà sul traffico del rientro. Squadre specializzate stanno lavorando al ripristino delle linee. Ne vengono allacciate 100 ogni ora, saltando con nuovi collegamenti la centralina liquefatta dal rogo di venerdì. Accanto a quello distrutto, risalente al 1933 e privo di sistemi d' allarme, nello stesso corridoio ci sono altre due centri di smistamento telefonico: uno realizzato negli anni 60, provvisto di segnalazione d' ermergenza, l' altro in fase di ultimazione. Sarà pronto a giugno e avrà sistemi di controllo computerizzati. Proprio il giorno prima dell' incidente dice Benito Mundi c' erano operai che lavoravano in quei locali. Sulle origini dell' incendio stiamo indagando, credo che altrettanto stia facendo la magistratura. Escludo però l' ipotesi di un sabotaggio. La polizia ferroviaria ha inviato alla Procura di Milano un rapporto sui fatti accaduti venerdì in stazione. Sulle cause dell' incendio, però, la Polfer non avanza ipotesi, se non per sottolineare che difficilmente quella centralina telefonica avrebbe potuto essere un obbiettivo ideale per un attentatore. Ed è anche impossibile che cavi protetti da porte e saracinesche di ferro possano essere alla portata di qualche sbandato. Secondo l' ingener Nicola Corsaro, che con l' ispettore Paolo Ancillotti ha coordinato l' intervento dei Vigili del fuoco, l' ipotesi del corto circuito è certamente la più credibile. Abbiamo appena fatto un nuovo sopralluogo dice e non vedo altre possibili cause. In quel locale c' era un notevole addensamento di cavi, come è normale che sia. Che si trattasse di bassa tensione non conta. Il corto circuito si può verificare lo stesso se si determina un sovraccarico delle linee. Sono casi estremamente rari ma possibili. Escluderei il dolo. Bisognerà accertare se ci sono colpe. Benito Mundi, tuttavia, giura sull' efficienza dei controli attuati dalle Ferrovie. Eseguiamo una manutenzione ordinaria, una straordinaria e una periodica, cioè alla data di sostituzione dei vari pezzi indicata dalle case costruttrici. Non abbiamo mai trascurato nulla.

   
   

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