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DA ACAPULCO ALLA CAPITALE INTERE CITTA' RASE AL SUOLO

Da: Archivio Repubblica

MEXICO - Un violentissimo terremoto ha colpito il Messico ieri mattina, alle 8,18 ora locale (le 16,18 italiane), seminando distruzione e provocando migliaia di vittime. Il sisma ha interrotto i collegamenti telefonici e telex: la capitale e una vasta parte del paese sono rimaste completamente isolate, le prime frammentarie notizie sulla gravità dei danni sono state date da un radioamatore che è riuscito a trasmettere da Città del Messico ed è stato captato a San Josè. Si tratterebbe di uno dei più violenti terremoti dopo quello di San Francisco che nel 1906 distrusse praticamente la città. Secondo i dati registrati dal centro di osservazione sismologica di Golden in California e da quello di Tsunami, nelle Hawai, l' epicentro è stato localizzato sul fondo del Pacifico, a 400 chilometri a Sud-est di Città del Messico, ma ne hanno risentito anche regioni lontanissime a Nord fino a Houston nel Texas e a Sud fino a Città di Guatemala. In terraferma la zona più colpita sarebbe la regione Michoacan. I centri abitati investiti con maggior violenza sarebbero quelli di Playa Azul, Melchor Campo e Acapulco, nota città di villeggiatura, squassati da scosse di 7, 8 gradi della scala Richter. Ricordiamo che la scala Richter ha nove gradi e che i terremoti che raggiungono il sesto grado sono considerati molto distruttivi: l' intensità registrata ieri in Messico è una delle più alte mai verificatesi. Le scosse che hanno raggiunto la capitale, una delle città più popolose del mondo con circa quindici milioni di abitanti, avrebbero avuto una intensità fra i sei e i sette gradi della stessa scala. Il sisma inoltre ha avuto una durata molto lunga: la terra ha continuato a tremare ininterrottamente per 900 secondi, poco meno di 15 minuti. "Molti palazzi sono crollati come se fossero di carta, ci sono morti ovunque, ma non sappiamo quanti, gli ingorghi di traffico sono pazzeschi" ha detto il radioamatore da Città del Messico "i settori più colpiti sono quelli del centro della città e i quartieri periferici di Roma, Juarez e Doctores, quartieri molto affollati dove molte case sono crollate". "La confusione è grandissima" ha aggiunto il radioamatore che ha detto di chiamarsi Antonio "non riusciamo a comunicare con le altre città, non sappiamo quello che è successo a Acapulco e negli altri centri importanti di Michoacan e di Guerrero. E' molto più grave del terremoto del 1957". Quel sisma, che colpì soprattutto Città del Messico, provocò 71 morti; sedici anni più tardi, nel 1973, il paese fu nuovamente sconvolto da un terremoto che devastò ventiquattro città provocando più di 700 morti. Il quadro della situazione ha cominciato a precisarsi col passare delle ore, assumendo contorni sempre più catastrofici, documentati anche dalle immagini strazianti mandate in onda da una rete messicana. Il cielo di Città del Messico si è annerito per il fumo degli incendi appiccati dalle continue esplosioni, quattro ospedali della capitale hanno dovuto essere evacuati, un grande albergo del centro è crollato e molti edifici pubblici sono stati ridotti in briciole. Nel quartiere periferico Orizaba un grande palazzo residenziale si è accartocciato su se stesso e dalle rovine sono stati estratti un gran numero di cadaveri, fra i quali molti di bambini. Ogni notizia nuova porta nuovi brandelli di tragedia: nel centro della capitale si è abbattuto uno degli edifici più grandi e moderni, costruito con le tecniche di sicurezza più aggiornate: si calcola che al suo interno si trovassero 1.400 persone. La televisione ha mostrato anche un palazzo residenziale ridotto a un ammasso di rovine: là sotto dovrebbero giacere circa mille persone. Cifre colossali che, se saranno confermate, daranno uno dei bilanci più tragici della storia. La capitale è percorsa da autoambulanze a sirene spiegate, gli ospedali rimasti agibili sono sovraffollati da feriti gravi e gravissimi, vengono diffusi appelli perchè manca il sangue per le trasfusioni. La metropolitana cittadina è rimasta bloccata per parecchie ore. Quando ha ripreso a funzionare le autorità hanno limitato il flusso delle persone nei quartieri più colpiti. Si calcola che oltre un terzo degli edifici di più di quattro piani di questo sterminato agglomerato urbano sia stato distrutto: il paseo de la Reforma, una delle principali e più eleganti vie della città è ridotto a un ammasso di macerie. Le operazioni di soccorso vengono dirette dall' esercito che ha assunto il controllo della città: polizia e croce rossa lavorano attivamente per rimuovere le rovine, ma tutte le persone abili si danno da fare per cercare di aiutare, scavano fra i calcinacci con ogni tipo di attrezzo o con le mani nude. Le automobili dei privati vengono bloccate e utilizzate nei soccorsi. Ai motociclisti viene chiesta la benzina per le autoambulanze. In serata l' aeroporto intercontinentale di Città del Messico è stato riaperto al traffico. Manca l' energia elettrica e un motivo di grave preoccupazione riguarda la fornitura di acqua che in questa capitale a 2300 metri di altezza viene portata con pompe elettriche. Vista l' estrema gravità della situazione, il presidente della Repubblica Miguel de la Madrid ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale. Nelle prossime ore il capo dello Stato terrà una conferenza stampa per un primo bilancio della situazione. Altre notizie giunte via radio danno brevi e incompleti squarci sulle altre regioni colpite: sono crollate le cattedrali negli stati di Jalisco, Guerrero e Michoan. A Ciudad Guzman, nello stato di Guerrero venticinque persone sono morte mentre stavano ascoltando la messa, sepolte dalle macerie della chiesa crollata sulle loro teste. Dagli Stati di Guerrero, Michoacan e Oaxaca, non si hanno nemmeno notizie: l'unico tramite anche qui sono i radioamatori che dalle zone a ridosso della frontiera messicana riescono ad avere informazioni. Secondo queste voci frammentarie la situazione sarebbe gravissima ad Acapulco, una delle località turistiche più famose del mondo. Si teme che numerose piccole città nella fascia fra Acapulco e Città del Messico siano completamente rase al suolo, soprattutto per quanto riguarda gli edifici più alti e dove erano in vacanza anche italiani, di cui per ora nulla si sa. Le comunicazioni telefoniche e via telex con il Messico erano ancora interrotte ieri a tarda ora, ma da Città del Messico le notizie sono affluite negli Stati Uniti via radio attraverso l' ambasciata americana che non è stata toccata dal terremoto. Le scosse sono state sentite su quasi tutto il territorio messicano e anche in altri paesi latinoamericani come il Salvador e l' Ecuador: un altro motivo grave di inquietudine è quello di un possibile maremoto che potrebbe appesantire ancora di più la situazione nelle regioni lungo la costa del Pacifico. Secondo le prime analisi dei sismologi il violentissimo terremoto che ha colpito il Messico si inscriverebbe in una serie di fenomeni geofisici che stanno avendo luogo lungo il bordo del Pacifico.

   
   

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